Venice in Winter

Italy has so many different destinations – each one characterized by its own landscapes, places, traditions, events – it pleases all possible tastes and interests. If the choice seems hard, here is a suggestion…

Venice, one of the most beloved cities in Italy, is often so crowded with tourists coming during the warm months from all over the world that it is not easy to fully admire its beauty. A thin layer of fog covers the lagoon during the winter period and it seems to wake up the most mysterious side of the city. That is the atmosphere of the real Venice, the Venice of the Venetians, a bit humid and cold, but calm and seductive at the same time.

The citizens of the ancient Roman Venice began moving to the lagoon’s islands between the 5th and the 7th century, to run away from the barbarian invasions. In this way, they started building the city on the water as it is known today, composed of over 100 islands. The Venetian identity was stabilized in the year 828, after St. Mark’s body snatching in Alexandria of Egypt. In fact, in that year, St. Mark’s relics were brought to Venice by some merchants and the church of the same name – one of greatest symbols of the city – was built in honor of the proclaimed patron.

St. Mark’s Cathedral (Basilica di San Marco) is obviously one of the places you can not miss while visiting Venice. Its beauty derives from the wealth of decorations, columns, sculptures, marbles and golds imported from the East and, most of all, from the golden mosaics that adorn the interior of the church. A quiet and silent atmosphere enhances the cathedral’s magnificence in winter, so that you can breathe its deeply inherent peace, which is impossible to find during the crowded tourist season.

Another essential stage is the Rialto Bridge (Ponte di Rialto) and the open-air market of the same name which is next to it and represents an historic place for the Venetians. Traditionally, the citizens of Venice go to Rialto market to purchase fresh produce and fish and so you can experience the local life if you go there during the morning hours from Monday to Saturday.

The Bridge of Sighs (Ponte dei Sospiri), the Doge’s Palace (Palazzo Ducale), Ca’ d’Oro, Ca’ Rezzonico, Accademia Galleries, the Church of Santa Maria della Salute, the Ghetto are just a few more examples of the countless places that make Venice so enchanting and unique. However, Venice is also made up of hidden spots, spots to search for, to discover, to fall in love with.

A very charming place is the Squero di San Trovaso – located in Dorsoduro – where gondolas get built and are repaired. The gondolas are handmade and you are allowed to watch the handcrafted working process by booking a guided tour to the boatyard.

Staying in Dorsoduro, you can reach a palace called Ca’ Dario – located almost at the end of the Canal Grande and carrying the house number 352 – which is characterized by an unmistakable architectural beauty, but which is also known among the Venetians because of a curse weighing on all its owners. In fact, since its building in the 15th century, all its residents have died a violent death, caused by incident or suicide. Therefore, the Venetians believe that, at this point, Ca’ Dario – nicknamed “the house that kills” – may be just the dwelling of ex-owners ghosts. There is no doubt that the majesty of this palace and the mystery about its dwellers’ destiny will arouse visitors curiosity.

The Libreria Acqua Alta is one more Venetian spot you should discover. It has become extremely popular as one of the most original libraries in the world. All kinds of books, both new and secondhand, are untidily arranged on furniture and shelves, but also in boats and baths – maybe in order to stimulate the research by the clients. In the innerest room of the library, there is a door that offers a very suggestive glimpse of the canal.

In order to live a complete Venice experience, you can not renounce an “ombra” – a small red or white wine glass – combined with a good “cicheto” – a tasty piece of bread seasoned with a wide variety of ingredients – in one of the many “bacari” animating the city’s “calli” and “campi”. “Bacari” are the typical Venetian bars, which are usually tiny and furnished in a simple way, but characterized by a cozy and welcoming climate. A suggestion? You can try Osteria Alla Vedova, on Strada Nuova (in Cannaregio), famous for its meatballs – the best in the whole city according to the Venetians.

A real exploration and taste of the life in Venice is the one you get when you go through its several areas (“sestieri”), cross its bridges and canals, penetrate into its “calli”, following your own steps and not a precise direction. Thanks to the atmosphere saturated at the same time by mystery and reality, winter seems to be confirmed as the best mate in this “without destination” trip, where “getting lost is the only place worth going to” (Scarpa, T., 2000. Venice is a fish).



Venezia in Inverno

L’Italia offre una così ampia varietà di mete – ognuna con i propri paesaggi, luoghi, tradizioni, eventi –  da soddisfare tutti i possibili gusti ed interessi. Se la scelta vi sembra difficile, ecco qui un suggerimento…

Venezia, una delle città più amate d’Italia, nei mesi caldi è presa d’assalto da turisti provenienti da tutto il mondo e spesso è talmente affollata che non è facile ammirare appieno il suo fascino. Durante l’inverno, un leggero velo di nebbia avvolge la laguna e sembra risvegliare il lato più misterioso della città. L’atmosfera è quella della vera Venezia, la Venezia dei Veneziani, un po’umida e fredda, ma allo stesso tempo tranquilla e seducente.

Nel periodo compreso tra il V e il VII secolo, gli abitanti dell’antica Venezia romana cominciarono a spostarsi sulle isolette della laguna, per fuggire alle invasioni barbariche. Così iniziò a prendere forma la città sull’acqua che oggi conosciamo, composta da oltre 100 isole. L’identà veneziana venne consolidata nell’anno 828, in seguito al trafugamento del corpo di San Marco ad Alessandria d’Egitto. Le spoglie del santo vennero infatti trasportate a Venezia da alcuni mercanti e in onore dell’annunciato patrono venne eretta l’omonima basilica, celebre simbolo della città.

La Basilica di San Marco è naturalmente uno dei luoghi imperdibili di Venezia e la sua bellezza discende dalla ricchezza di fregi, colonne, sculture, marmi ed ori importati dall’Oriente e, in particolare, dai mosaici dorati che la decorano internamente. D’inverno, lo splendore della cattedrale si arricchisce di un’atmosfera quiete e silenziosa, che permette di respirare la pace profondamente insita nella chiesa e che è impossibile trovare durante l’affollata stagione turistica.

Un’altra tappa fondamentale è il Ponte di Rialto, insieme al mercato ad esso adiacente che ne prende il nome e che rappresenta un luogo storico per i veneziani. Tradizionalmente i cittadini di Venezia si recano al mercato di Rialto per acquistare frutta, verdura e pesce fresco e qui, durante le ore mattutine dal lunedì al sabato, è quindi possibile assaporare la vita locale.

Il Ponte dei Sospiri, Palazzo Ducale, Ca’ d’Oro, Ca’ Rezzonico, le Gallerie dell’Accademia, Santa Maria della Salute, il Ghetto sono solo alcuni tra gli altri innumerevoli luoghi che conferiscono a Venezia la sua incantevole unicità. Tuttavia, Venezia è fatta anche di luoghi nascosti, da cercare, da scoprire, dei quali innamorarsi.

Un posto affascinante è lo Squero di San Trovaso, nel sestiere di Dorsoduro, dove si costruiscono e riparano le gondole. Le lavorazioni vengono eseguite tutte a mano ed è possibile accedere al cantiere con una visita guidata, per osseravare il processo produttivo artigianale.

Nello stesso sestiere di Dorsoduro, al civico 352 quasi alla fine del Canal Grande, si trova un edificio chiamato Ca’ Dario, caratterizzato da un’inconfondibile bellezza architettonica, ma noto tra i veneziani per una maledizione che si crede gravi su chiunque decida di abitarvi. Tutti i proprietari di questo palazzo, sin dalla sua costruzione nel XV secolo, hanno subito una morte violenta, causata da incidente o suicidio. Pertanto, i cittadini pensano che Ca’ Dario – soprannominata la “casa che uccide” – possa ormai essere la dimora soltanto dei fantasmi dei suoi ex-proprietari. La maestosità di questo palazzo e l’enigma oscuro sulla sorte dei suoi abitanti non possono che attirare la vostra curiosità di visitatori.

Un altro angolo veneziano da scoprire, divenuto molto popolare, è quello della Libreria Acqua Alta, in Calle Lunga Santa Maria Formosa. È sicuramente una delle librerie più originali al mondo, in cui libri di ogni genere, nuovi e usati, sono disposti in modo caotico e disordinato su mobili e scaffali, ma anche all’interno di barche e vasche da bagno – forse a sollecitare i clienti alla ricerca. Spingendosi fino alla stanzetta più interna, si trova una porta che affaccia direttametne sul canale, offrendo uno scorcio particolarmente suggestivo.

Infine, per un’esperienza completa di Venezia, non si può rinunciare ad un’”ombra” – un piccolo calice di vino rosso o bianco – accompagnata da un buon “cicheto” – un pezzo di pane condito sfiziosamente con gli ingredienti più vari – in uno dei bacari che animano le calli e i campi della città. I bacari sono le tipiche osterie veneziane, di solito molto piccole ed arredate in modo semplice, ma con un clima caldo ed accogliente. Un suggerimento? Potete provare l’Osteria Alla Vedova, in Strada Nuova (nel sestiere Cannaregio), famosa per le sue polpettine – le più buone della città secondo i veneziani.

Per esplorare davvero Venezia ed immergersi nella sua vita bisogna percorrerne i diversi sestieri, attraversare ponti e canali e addentrarsi tra le calli, seguendo i propri passi e non una direzione precisa. L’inverno, con la sua atmosfera impregnata allo stesso tempo di mistero e di realtà, sembra confermarsi come il compagno migliore per questa visita “senza meta”, dove “smarrirsi è l’unico posto in cui valga la pena di andare” (Scarpa, T., 2000. Venezia è un pesce).